NINA - ANSIOSO ALTO / SECURE BASSO CON PRATICA **Il Profilo**: Nina iniziava Ansioso Alto (9/10 ansia, 2/10 finestra) ma con impegno e osservazione, iniziava a spostarsi verso Ansioso Basso. **La Metafora**: Rondine in tempesta che gradualmente impara a leggere il vento --- ### LA SITUAZIONE INIZIALE Nina, 26 anni, entrava in panico se il partner tardava 10 minuti al lavoro senza messaggio. I pensieri che attraversavano la sua mente: - "Mi ha dimenticato" - "Sta con un'altra" - "Non gli importa di me" - "Sarò sempre sola" Nel giro di 30 minuti passava da amore totale a disperazione totale. Il partner diceva: "Nina, stai bene? Ero solo al lavoro". Nina rispondeva: "Se mi amasse veramente, capiresti il mio panico". Lui provava a consolarla, ma lei sentiva: "Troppo tardivo. Hai tardato. Il danno è fatto". Nella relazione c'era una pressione costante: Nina aveva bisogno di conferme ogni 2 ore per sentirsi "al sicuro". ### LA PRIMA CONSAPEVOLEZZA Nina non era "esigente" o "tossica". Nina aveva semplicemente imparato, dall'abbandono di suo padre quando aveva 8 anni, che **la sua assenza significava la fine del mondo**. Subconscio di Nina: "Se una persona non mi parla, potrebbe sparire. Per sempre". Cosciente di Nina: "Ho paura che mio partner mi abbandoni". **Il momento della consapevolezza**: Una terapeuta disse: "Nina, quando lui non risponde per 20 minuti, il tuo corpo attiva l'allarme di abbandono. Non è perché c'è un vero pericolo - è perché il corpo ha imparato che l'assenza = abbandono. Quel bambino di 8 anni ha imparato: se papà non è qui, non tornerà mai". Nina pianse disperatamente. Disse: "Ma come faccio a non avere paura?" La terapeuta rispose: "Non si tratta di non avere paura. Si tratta di riconoscere la paura mentre arriva. Dire: 'Ah, il panico di abbandono. Lo conosco. Non è la realtà di adesso. È il ricordo del corpo'". ### IL VIAGGIO DI CONSAPEVOLEZZA **Mese 0-1**: Nina iniziò a notare il panico. "Quando lui non risponde, ho panico. L'ho notato. Non è tutto in mia testa". **Mese 1-3**: Nina imparò a respirare con il panico, invece di essere consumata da esso. "Il panico è qui. Lasciami respirare. Non devo contattarlo 5 volte". **Mese 3-6**: Nina riconobbe il trigger specifico: "Il panico inizia quando lui è concentrato al lavoro. Non è che non mi ama - è che la mia aspettativa è che sia sempre disponibile. Quella è la paura di abbandono, non la realtà". **Mese 6-9**: Nina iniziò a fare piccoli esperimenti: "Se non lo contatto per 1 ora, cosa accade? Il mondo cade? No. Accade solo che il panico diminuisce perché non lo alimenta". **Mese 9-12**: Nina divenne consapevole del movimento della propria ansia. "Ho giorni in cui il panico è 8/10. Ho giorni in cui è 4/10. Dipende da quanto mi sono allontanata dalle mie amicizie, dal mio lavoro. Quando mi occupo della mia vita, il panico diminuisce naturalmente". **Mese 12+**: Nina non fu più una Rondine in Tempesta. Diventò una Rondine che Impara a Fidarsi del Vento. "So ancora che il panico esiste. Ma non lo alimento più. Quando sento il panico, so che è il corpo che ricorda l'abbandono di mio padre. Non è la realtà di adesso". ### COSA CAMBIÓ (senza "guarire") Nina non "guarì" dal panico di abbandono. Quel panico rimarrà sempre parte di lei - è radicato troppo profondamente. Quello che **cambió radicalmente** è come Nina **si relazionava al panico**: - Prima: Il panico la consumava. Lei era il panico. Non c'era differenza. - Dopo: Il panico è lì, ma lei non è il panico. È qualcosa che osserva. "Ah, il panico. Lo conosco. Salutami quando te ne vai". Questo cambio di relazione verso il panico - da identificazione a osservazione - **è** la consapevolezza. La relazione con il partner migliorò drasticamente non perché Nina guarì dal panico, ma perché il partner capì: "Non è che non le importo. È che il suo corpo ha imparato una cosa. Sta imparando a vederlo. Non mi chiede di salvarla più - mi chiede di stare con lei mentre impara". ---
Profilo: Nina iniziava Ansioso Alto (9/10 ansia, 2/10 finestra) ma con impegno e osservazione, iniziava a spostarsi verso Ansioso Basso.
Metafora: Rondine in tempesta che gradualmente impara a leggere il vento
La situazione iniziale
Nina, 26 anni, entrava in panico se il partner tardava 10 minuti al lavoro senza messaggio.
I pensieri che attraversavano la sua mente:
- "Mi ha dimenticato"
- "Sta con un'altra"
- "Non gli importa di me"
- "Sarò sempre sola"
Nel giro di 30 minuti passava da amore totale a disperazione totale.
Il partner diceva: "Nina, stai bene? Ero solo al lavoro".
Nina rispondeva: "Se mi amasse veramente, capiresti il mio panico".
Lui provava a consolarla, ma lei sentiva: "Troppo tardivo. Hai tardato. Il danno è fatto".
Nella relazione c'era una pressione costante: Nina aveva bisogno di conferme ogni 2 ore per sentirsi "al sicuro".
La prima consapevolezza
Nina non era "esigente" o "tossica".
Nina aveva semplicemente imparato, dall'abbandono di suo padre quando aveva 8 anni, che la sua assenza significava la fine del mondo.
Subconscio di Nina: "Se una persona non mi parla, potrebbe sparire. Per sempre".
Cosciente di Nina: "Ho paura che mio partner mi abbandoni".
Il momento della consapevolezza: Una terapeuta disse:
"Nina, quando lui non risponde per 20 minuti, il tuo corpo attiva l'allarme di abbandono. Non è perché c'è un vero pericolo - è perché il corpo ha imparato che l'assenza = abbandono. Quel bambino di 8 anni ha imparato: se papà non è qui, non tornerà mai".
Nina pianse disperatamente. Disse: "Ma come faccio a non avere paura?"
La terapeuta rispose: "Non si tratta di non avere paura. Si tratta di riconoscere la paura mentre arriva. Dire: 'Ah, il panico di abbandono. Lo conosco. Non è la realtà di adesso. È il ricordo del corpo'".
Il viaggio di consapevolezza
Mese 0-1: Nina iniziò a notare il panico. "Quando lui non risponde, ho panico. L'ho notato. Non è tutto in mia testa".
Mese 1-3: Nina imparò a respirare con il panico, invece di essere consumata da esso. "Il panico è qui. Lasciami respirare. Non devo contattarlo 5 volte".
Mese 3-6: Nina riconobbe il trigger specifico: "Il panico inizia quando lui è concentrato al lavoro. Non è che non mi ama - è che la mia aspettativa è che sia sempre disponibile. Quella è la paura di abbandono, non la realtà".
Mese 6-9: Nina iniziò a fare piccoli esperimenti: "Se non lo contatto per 1 ora, cosa accade? Il mondo cade? No. Accade solo che il panico diminuisce perché non lo alimenta".
Mese 9-12: Nina divenne consapevole del movimento della propria ansia. "Ho giorni in cui il panico è 8/10. Ho giorni in cui è 4/10. Dipende da quanto mi sono allontanata dalle mie amicizie, dal mio lavoro. Quando mi occupo della mia vita, il panico diminuisce naturalmente".
Mese 12+: Nina non fu più una Rondine in Tempesta. Diventò una Rondine che Impara a Fidarsi del Vento. "So ancora che il panico esiste. Ma non lo alimento più. Quando sento il panico, so che è il corpo che ricorda l'abbandono di mio padre. Non è la realtà di adesso".
Cosa cambiò (senza "guarire")
Nina non "guarì" dal panico di abbandono. Quel panico rimarrà sempre parte di lei - è radicato troppo profondamente.
Quello che cambió radicalmente è come Nina si relazionava al panico:
- Prima: Il panico la consumava. Lei era il panico. Non c'era differenza.
- Dopo: Il panico è lì, ma lei non è il panico. È qualcosa che osserva. "Ah, il panico. Lo conosco. Salutami quando te ne vai".
Questo cambio di relazione verso il panico - da identificazione a osservazione - è la consapevolezza.
La relazione con il partner migliorò drasticamente non perché Nina guarì dal panico, ma perché il partner capì: "Non è che non le importo. È che il suo corpo ha imparato una cosa. Sta imparando a vederlo. Non mi chiede di salvarla più - mi chiede di stare con lei mentre impara".