MARCO - ANSIOSO/EVITANTE INSTABILE **Il Profilo**: Marco oscillava fra due stati: - Con i partner: Ansioso Medio (7/10 ansia, 4/10 finestra di tolleranza) - Da solo: Evitante Medio (2/10 ansia, 3/10 finestra di tolleranza) **La Metafora**: Rondine che non sa se volare o stare nel nido --- ### LA SITUAZIONE INIZIALE Marco, 34 anni, aveva avuto tre relazioni che seguivano lo stesso pattern: **Primi 3 mesi**: Intensità totale. Mandava 50 messaggi al giorno. Voleva stare sempre insieme. Era innamorato, disperatamente, completamente. **Dal mese 4 in poi**: Iniziava a sentirsi soffocato. Cancellava appuntamenti. Non rispondeva ai messaggi per ore. La partner si allarmava ("Perché non rispondi?"). Marco si irritava ("Hai bisogno di spazio!"). **Dal mese 6**: Crisi. La partner lo accusava di non amarlo. Marco si sentiva intrappolato. Entrambi soffrevano. **Dal mese 8-10**: Rottura. Marco era sollevato e devastato simultaneamente. Poi ricominciava con una nuova persona. Stesso ciclo. ### LA PRIMA CONSAPEVOLEZZA Marco non era "rotto". Non era "incapace di amare". Non era "narcisista" (come una ex lo aveva accusato). Marco aveva semplicemente imparato - nel passato - che l'amore e l'isolamento erano entrambi pericolosi: - Suo padre era assente la maggior parte del tempo (Marco aveva imparato: la vicinanza scompare) - Sua madre era troppo presente, controllante (Marco aveva imparato: la vicinanza soffoca) Quindi il corpo di Marco aveva imparato: "Avvicinati velocemente (per avere la sicurezza che il padre non avrebbe dovuto darmi), poi scappa velocemente (per avere il respiro che la madre non mi permetteva di prendere)". **Il momento della consapevolezza**: Durante una sessione di Focusing, Marco notò: "Quando sta con me, mi sento al sicuro per 10 minuti. Poi il mio petto inizia a stringersi. Non è lei che mi soffoca - è il panico che non riesco a stare calmo." Quella osservazione - notare il panico, non vederlo come realtà - fu il primo atto di consapevolezza. ### IL VIAGGIO DI CONSAPEVOLEZZA **Mese 0-2**: Marco iniziò a notare l'oscillazione. "Dopo 3 mesi mi sento sempre soffocato. Non è casuale". **Mese 3-6**: Marco imparò a distinguere il suo corpo da quello della partner. "Quando mi sento soffocato, è il mio corpo che reagisce, non la realtà della situazione". **Mese 6-9**: Marco scoprì il trigger: "Il soffocamento inizia quando lei fa la domanda 'Sei felice con me?'. In quel momento, il mio corpo va in panico perché nessuno mi ha mai fatto quella domanda con pace - sempre con aspettativa o con minaccia". **Mese 9-12**: Marco imparò a dire al partner: "Quando mi chiedi se sono felice, il mio corpo entra in panico. Non è per te - è il mio corpo che ha imparato che la felicità è pericolosa. Sto imparando a riconoscerlo, invece di scappare". ### COSA CAMBIÓ (senza "guarire") Non è che Marco diventò "Secure" e il problema sparì. Quello che cambió è che Marco **smise di essere pilotato dall'oscillazione senza vederla**. La prima volta che sentì il soffocamento e disse alla partner: "Scusa, il mio corpo si è attivato, mi serve 20 minuti da solo", la partner capì che non era rifiuto - era consapevolezza. La relazione non divenne perfetta. Ma divenne **consapevole**. Nel momento in cui Marco iniziò a dirsi "Ah, il panico, lo riconosco", l'oscillazione perse il suo potere ipnotico. Non scomparve - ma Marco poteva vederla mentre accadeva, invece di esserne travolto. ---
Profilo: Marco oscillava fra due stati: Con i partner: Ansioso Medio (7/10 ansia, 4/10 finestra di tolleranza) Da solo: Evitante Medio (2/10 ansia, 3/10 finestra di tolleranza)
Metafora: Rondine che non sa se volare o stare nel nido
La situazione iniziale
Marco, 34 anni, aveva avuto tre relazioni che seguivano lo stesso pattern:
Primi 3 mesi: Intensità totale. Mandava 50 messaggi al giorno. Voleva stare sempre insieme. Era innamorato, disperatamente, completamente.
Dal mese 4 in poi: Iniziava a sentirsi soffocato. Cancellava appuntamenti. Non rispondeva ai messaggi per ore. La partner si allarmava ("Perché non rispondi?"). Marco si irritava ("Hai bisogno di spazio!").
Dal mese 6: Crisi. La partner lo accusava di non amarlo. Marco si sentiva intrappolato. Entrambi soffrevano.
Dal mese 8-10: Rottura. Marco era sollevato e devastato simultaneamente.
Poi ricominciava con una nuova persona. Stesso ciclo.
La prima consapevolezza
Marco non era "rotto". Non era "incapace di amare". Non era "narcisista" (come una ex lo aveva accusato).
Marco aveva semplicemente imparato - nel passato - che l'amore e l'isolamento erano entrambi pericolosi:
- Suo padre era assente la maggior parte del tempo (Marco aveva imparato: la vicinanza scompare)
- Sua madre era troppo presente, controllante (Marco aveva imparato: la vicinanza soffoca)
Quindi il corpo di Marco aveva imparato: "Avvicinati velocemente (per avere la sicurezza che il padre non avrebbe dovuto darmi), poi scappa velocemente (per avere il respiro che la madre non mi permetteva di prendere)".
Il momento della consapevolezza: Durante una sessione di Focusing, Marco notò:
"Quando sta con me, mi sento al sicuro per 10 minuti. Poi il mio petto inizia a stringersi. Non è lei che mi soffoca - è il panico che non riesco a stare calmo."
Quella osservazione - notare il panico, non vederlo come realtà - fu il primo atto di consapevolezza.
Il viaggio di consapevolezza
Mese 0-2: Marco iniziò a notare l'oscillazione. "Dopo 3 mesi mi sento sempre soffocato. Non è casuale".
Mese 3-6: Marco imparò a distinguere il suo corpo da quello della partner. "Quando mi sento soffocato, è il mio corpo che reagisce, non la realtà della situazione".
Mese 6-9: Marco scoprì il trigger: "Il soffocamento inizia quando lei fa la domanda 'Sei felice con me?'. In quel momento, il mio corpo va in panico perché nessuno mi ha mai fatto quella domanda con pace - sempre con aspettativa o con minaccia".
Mese 9-12: Marco imparò a dire al partner: "Quando mi chiedi se sono felice, il mio corpo entra in panico. Non è per te - è il mio corpo che ha imparato che la felicità è pericolosa. Sto imparando a riconoscerlo, invece di scappare".
Cosa cambiò (senza "guarire")
Non è che Marco diventò "Secure" e il problema sparì.
Quello che cambió è che Marco smise di essere pilotato dall'oscillazione senza vederla.
La prima volta che sentì il soffocamento e disse alla partner: "Scusa, il mio corpo si è attivato, mi serve 20 minuti da solo", la partner capì che non era rifiuto - era consapevolezza.
La relazione non divenne perfetta. Ma divenne consapevole.
Nel momento in cui Marco iniziò a dirsi "Ah, il panico, lo riconosco", l'oscillazione perse il suo potere ipnotico. Non scomparve - ma Marco poteva vederla mentre accadeva, invece di esserne travolto.