I contenuti fondamentali: ogni stile descritto attraverso i pattern relazionali adulti, i Sistemi Motivazionali Interpersonali che si attivano, e le caratteristiche delle relazioni.
I sistemi motivazionali interpersonali (SMI)
Secondo la teoria di Giovanni Liotti, i nostri comportamenti relazionali sono guidati da cinque Sistemi Motivazionali Interpersonali innati che si attivano in base al contesto. Questi sistemi non operano isolati, ma si influenzano reciprocamente in modo circolare:
Sistema di Attaccamento: ricerca di vicinanza e protezione quando percepiamo pericolo o distress
Sistema di Accudimento: offerta di cura e sostegno quando percepiamo vulnerabilità nell'altro
Sistema Agonistico di rango: competizione e gerarchizzazione sociale per risorse e status
Sistema di Cooperazione paritetica: collaborazione reciproca basata sul riconoscimento dell'alterità
Sistema Sessuale: attrazione erotica e legame intimo
Gli stili di attaccamento descrivono come questi sistemi si attivano e interagiscono nelle relazioni adulte. I conflitti tra sistemi (come attaccamento vs. agonismo) generano pattern relazionali specifici che caratterizzano ciascuno stile.
1️⃣ ATTACCAMENTO SICURO
Attaccamento Sicuro: equilibrio e armonia
Pattern relazionali e sistemi motivazionali
Nelle relazioni adulte, l'attaccamento sicuro si manifesta attraverso l'integrazione armonica dei Sistemi Motivazionali Interpersonali. Il sistema di attaccamento si attiva in modo flessibile quando necessario, mentre il sistema di cooperazione paritetica permette di collaborare in modo reciproco e bilanciato. C'è un equilibrio tra ricerca di vicinanza e mantenimento dell'autonomia.
Origini nei pattern sistemici
I pattern relazionali che caratterizzano l'attaccamento sicuro si sviluppano attraverso feedback loops circolari positivi nelle esperienze relazionali precoci. Quando nel sistema familiare i messaggi di disponibilità erano consistenti e prevedibili, si è creato un pattern circolare in cui la ricerca di sicurezza e l'esplorazione si alternavano armoniosamente. Il sistema di accudimento della figura di riferimento rispondeva ai segnali del sistema di attaccamento del bambino, creando un circolo virtuoso di regolazione emotiva reciproca. Questi pattern si sono stabilizzati nel tempo e oggi si manifestano nelle relazioni adulte come capacità di bilanciare intimità e autonomia.
Processo primario vs secondario
Processo Primario: La persona sicura si identifica come autentica, equilibrata, capace di intimità e autonomia. La narrativa è "Sono in grado di amare e di essere amato, di essere vulnerabile e forte allo stesso tempo".
Processo Secondario: Anche le persone sicure hanno aspetti rinnegati, ma questi sono generalmente più integrati. Quando emergono, possono includere la paura di essere "troppo normali" o "noiosi", o momenti di dubbio che vengono rapidamente riconosciuti e elaborati. Il processo secondario non è dominante, ma può emergere in situazioni particolarmente stressanti.
L'ombra dell'attaccamento sicuro
L'ombra delle persone sicure non è caratterizzata da conflitti profondi, ma può includere aspetti come la tendenza a minimizzare il dolore degli altri ("Dovrebbe essere più forte"), o la difficoltà a comprendere la profondità del trauma di chi ha stili insicuri. Possono anche nascondere una forma di orgoglio inconscio per la propria "normalità", che può creare distanza emotiva da chi soffre di più. L'integrazione di questa ombra permette una compassione più profonda e autentica.
Segnali del processo secondario
Quando emergono segnali del processo secondario (come leggeri irrigidimenti quando qualcuno è "troppo" emotivo, o micro-espressioni di impazienza), le persone sicure generalmente li riconoscono rapidamente e li elaborano. I segnali sono sottili e transitori, riflettendo una maggiore integrazione tra conscio e inconscio.
Profilo adulto
Visione di Sé: "Sono degno di amore e meritevole di cure"
Visione degli Altri: "Le persone sono generalmente affidabili"
Caratteristiche positive
Comunicazione aperta e autentica
Comfort con l'intimità emotiva E fisica
Capacità di regolare le emozioni proprie e altrui
Confini chiari e sani
Resilienza di fronte ai conflitti
Indipendenza equilibrata
Fiducia nella relazione
Comportamenti nelle relazioni
Affrontano i conflitti come problemi da risolvere insieme
Nelle relazioni adulte, l'attaccamento ansioso si manifesta attraverso l'iperattivazione del sistema di attaccamento combinata con conflitti con il sistema agonistico di rango. Quando percepisce segnali di possibile distacco o rifiuto, il sistema di attaccamento si attiva intensamente, generando ansia e comportamenti di ricerca di vicinanza. Contemporaneamente, il sistema agonistico può attivarsi quando la persona percepisce di essere in una posizione di svantaggio nella relazione, creando oscillazioni tra ricerca di protezione e difesa dell'autostima.
Origini nei pattern sistemici
I pattern relazionali che caratterizzano l'attaccamento ansioso si sviluppano attraverso feedback loops circolari inconsistenti nelle esperienze relazionali precoci. Quando nel sistema familiare i messaggi di disponibilità erano imprevedibili o contraddittori, si è creato un pattern circolare in cui la ricerca di sicurezza si alternava con l'attivazione difensiva, senza mai raggiungere una stabilizzazione. Il sistema di accudimento della figura di riferimento rispondeva in modo intermittente ai segnali del sistema di attaccamento, creando un circolo di ipervigilanza e ricerca continua di conferme. Questi pattern si sono stabilizzati nel tempo e oggi si manifestano nelle relazioni adulte come bisogno costante di rassicurazione e paura dell'abbandono.
Processo primario vs secondario
Processo Primario: La persona ansiosa si identifica come amorevole, devota, emotivamente disponibile. La narrativa è "Voglio solo amore e sicurezza, sono disposto a tutto per ottenerlo". Il processo primario enfatizza il bisogno di connessione e la capacità di amare intensamente.
Processo Secondario: Cosa viene negato o represso include l'aggressività e il controllo (visti come "cattivi"), la paura di essere fondamentalmente non amabile, la rabbia per il bisogno costante di rassicurazione, e la dipendenza che si nasconde dietro l'immagine di devozione. Il processo secondario è molto attivo e si manifesta attraverso comportamenti controllanti e bisognosi, anche se la persona non li riconosce come tali.
L'ombra dell'attaccamento ansioso
L'ombra delle persone ansiose include l'aggressività repressa (che emerge come passività-aggressiva o comportamenti manipolativi), la dipendenza negata (presentata come "amore"), e il controllo mascherato da "preoccupazione". Include anche la paura profonda di essere fondamentalmente non amabile, che viene proiettata sugli altri ("Non mi ami abbastanza"). L'ombra può anche contenere aspetti positivi repressi come l'indipendenza e l'autonomia, che vengono visti come minacciosi per le relazioni. Quando integrata, questa ombra diventa assertività sana, indipendenza equilibrata e capacità di amare senza controllo.
Segnali del processo secondario
I segnali sono evidenti: micro-espressioni di ansia quando il partner è distante, cambi di tono di voce (più acuto o tremante), tensione muscolare, respiro superficiale, gesti di "aggrappamento" (toccare continuamente, avvicinarsi eccessivamente), interruzioni nelle conversazioni per ottenere attenzione. I doppi segnali sono frequenti: dire "Sto bene" (verbale) mentre il corpo comunica ansia e bisogno (non-verbale), o dire "Non voglio controllarti" mentre si controlla la posizione del partner sui social media.
Profilo adulto
Visione di Sé: "Non sono abbastanza. Sono inferiore agli altri."
Visione degli Altri: "Sono importanti e potenti. Possono salvarmi o abbandonarmi."
Caratteristiche principali
Paura intensa dell'abbandono (anche se infondata)
Bisogno costante di rassicurazione
Ipervigilanza ai segnali di distacco
Autoesame continuo: "Cosa ho fatto di sbagliato?"
Romanticizzazione dell'amore (fantasia vs realtà)
Oscillazione tra "sei perfetto" e "sei terribile"
Tendenza a minimizzare i propri bisogni per piacere
Comportamenti nelle relazioni
Controllare la posizione/disponibilità del partner
Inventare o ingigantire conflitti (per avere attenzione)
Ricerca di "prove" di amore
Ansia quando il partner è assente
Dubbio continuo: "Mi ama davvero?"
Tendenza a "leggere la mente"
Comportamenti di inseguimento quando percepito distacco
Pattern circolare tipico (Feedback Loop)
Momento di lontananza (reale o percepita)
↓
Iperattivazione del sistema di attaccamento
↓
Ansia, paura, dolore (attivazione del sistema agonistico per difesa)
↓
Comportamenti di ricerca di vicinanza (messaggi, chiamate, rimproveri)
↓
Ri-connessione (momentaneamente rassicurato, sistema di attaccamento si calma)
↓
Sollievo temporaneo, poi il feedback loop ricomincia
Questo feedback loop è un circolo patologico di amplificazione (feedback positivo) dove il processo primario ("Voglio essere amato e sicuro") entra in conflitto con il processo secondario ("Non sono abbastanza degno"). L'ombra proiettata (paura di essere abbandonato perché fondamentalmente non amabile) alimenta il ciclo, creando doppi segnali: "Ti amo" (verbale) mentre si manifesta come bisogno disperato e controllo (non-verbale), confondendo il partner.
Le 3 convinzioni nascoste (IWM)
"Se basta che io sia perfetto, mi amerai" → Perfezionismo, persone che piacciono
"L'amore significa soffrire" → Attrazione per relazioni caotiche
"Senza di te, non esisto" → Perdita di identità nella relazione
Nelle relazioni adulte, l'attaccamento evitante si manifesta attraverso la disattivazione del sistema di attaccamento combinata con l'iperattivazione del sistema agonistico di rango. Il sistema di attaccamento viene soppresso per proteggersi dalla vulnerabilità, mentre il sistema agonistico si attiva per mantenere autonomia e controllo. Il sistema di cooperazione paritetica viene evitato, preferendo relazioni asimmetriche o superficiali che non richiedono intimità emotiva.
Origini nei pattern sistemici
I pattern relazionali che caratterizzano l'attaccamento evitante si sviluppano attraverso feedback loops circolari di rifiuto nelle esperienze relazionali precoci. Quando nel sistema familiare i messaggi di disponibilità emotiva erano costantemente assenti o punitivi, si è creato un pattern circolare in cui l'attivazione del sistema di attaccamento veniva sistematicamente disattivata per evitare il dolore del rifiuto. Il sistema di accudimento della figura di riferimento non rispondeva ai segnali del sistema di attaccamento, creando un circolo di soppressione emotiva e iper-indipendenza. Questi pattern si sono stabilizzati nel tempo e oggi si manifestano nelle relazioni adulte come difficoltà con l'intimità emotiva e preferenza per la distanza.
Processo primario vs secondario
Processo Primario: La persona evitante si identifica come indipendente, autosufficiente, razionale e in controllo. La narrativa è "Non ho bisogno di nessuno, sono forte da solo, le emozioni sono debolezze". Il processo primario enfatizza l'autonomia, la competenza e la razionalità.
Processo Secondario: Cosa viene negato o represso include il bisogno profondo di connessione e intimità, la vulnerabilità, il dolore della solitudine, la paura di essere rifiutati se si mostrano bisogni, e la dipendenza che viene vista come minacciosa. Il processo secondario è estremamente attivo ma fortemente soppresso, manifestandosi attraverso sintomi somatici (tensioni, dolori), relazioni superficiali, o momenti di "collasso emotivo" quando la soppressione fallisce.
L'ombra dell'attaccamento evitante
L'ombra delle persone evitanti include il bisogno represso di amore e connessione (visto come debolezza), la vulnerabilità e la dipendenza (viste come pericolose), e la capacità di intimità emotiva che è stata soppressa. L'ombra può anche contenere aspetti positivi repressi come la capacità di essere teneri, emotivi e bisognosi in modo sano. Quando proiettata, questa ombra viene vista negli altri come "deboli", "bisognosi" o "troppo emotivi". Quando integrata, diventa capacità di vulnerabilità sana, bisogno reciproco, e intimità emotiva senza paura di perdere l'autonomia.
Segnali del processo secondario
I segnali includono: irrigidimenti muscolari quando qualcuno cerca vicinanza emotiva, respiro trattenuto durante conversazioni intime, micro-espressioni di disconnessione (sguardo che si allontana), cambi di tono di voce (più piatto e monotono), gesti di distanza (allontanarsi fisicamente), cambi di argomento quando si toccano temi emotivi. I doppi segnali sono caratteristici: dire "Sto bene" o "Non ho bisogno di niente" (verbale) mentre il corpo comunica tensione e isolamento (non-verbale), o dire "Ti amo" mentre si mantiene distanza emotiva e fisica.
Profilo adulto
Visione di Sé: "Sono autosufficiente. Non ho bisogno degli altri."
Visione degli Altri: "Le persone sono inaffidabili. Mi deluderanno."
Caratteristiche principali
Distanza emotiva e fisica (specialmente intimità)
Soppressione o negazione delle emozioni
Preferenza per l'indipendenza (anche quando costosa)
Difficoltà a esprimere bisogni
Razionalizzazione dei sentimenti
Ritiro durante conflitti
Paura della vulnerabilità
Alexitimia potenziale (difficoltà a identificare/esprimere emozioni)
Comportamenti nelle relazioni
Evitare conversazioni emotive
Rinviare l'intimità (lavoro "importante", hobby)
Freddo o critico quando il partner vuole vicinanza
Fantasie di relazioni con persone "indisponibili"
Preferenza per rapporti "leggeri" o per stranieri
Comunicazione indiretta o assente
Chiusura totale durante conflitti ("stonewalling")
Il paradosso evitante
"Mi sento intrappolato quando qualcuno mi ama, ma mi sento solo quando non amo nessuno."
Pattern circolare tipico (Feedback Loop)
Partner cerca vicinanza/tenerezza (attiva sistema di accudimento del partner)
↓
Percezione di "intrappolamento" → iperattivazione del sistema agonistico di rango
↓
Disattivazione del sistema di attaccamento + attivazione difensiva
↓
Ritiro, freddo, distacco (feedback negativo al partner)
↓
Partner si allontana (ferito, il suo sistema di attaccamento si disattiva)
↓
Sollievo temporaneo ("Ora ho spazio")
↓
Vuoto, solitudine (sistema di attaccamento cerca connessione ma viene soppresso)
↓
Il feedback loop ricomincia
Questo feedback loop è un circolo omeostatico patologico (feedback negativo) dove il processo primario ("Sono indipendente e autosufficiente") sopprime il processo secondario ("Ho bisogno di amore e connessione"). L'ombra proiettata (vedere negli altri la debolezza e il bisogno che si nega in sé) mantiene il ciclo di distanza. I doppi segnali creano confusione: "Ti amo" (verbale) mentre si mantiene distanza emotiva e fisica (non-verbale), comunicando messaggi contraddittori che creano un doppio legame per il partner.
Le 3 convinzioni nascoste (IWM)
"Se mi avvicino, mi perdo" → Confusione tra intimità e perdita di sé
"L'amore significa controllo" → Protezione contro la vulnerabilità
"Da solo, sono al sicuro" → Isolamento come difesa
Attaccamento Oscillante: complessità e integrazione
Pattern relazionali e sistemi motivazionali
Nelle relazioni adulte, l'attaccamento oscillante si manifesta attraverso un conflitto irrisolvibile tra sistemi motivazionali: il sistema di attaccamento e il sistema difensivo si attivano simultaneamente, creando un double bind sistemico. La persona è spinta simultaneamente a cercare vicinanza (attaccamento) e a fuggire (difesa), senza possibilità di integrare questi impulsi. Questo conflitto tra sistemi genera comportamenti oscillanti e incoerenti che riflettono l'impossibilità di trovare una strategia unificata.
Origini nei pattern sistemici
I pattern relazionali che caratterizzano l'attaccamento oscillante si sviluppano attraverso feedback loops circolari paradossali nelle esperienze relazionali precoci. Quando nel sistema familiare la figura di riferimento era contemporaneamente fonte di conforto e fonte di paura, si è creato un pattern circolare in cui l'attivazione del sistema di attaccamento e del sistema difensivo avvenivano simultaneamente. Il sistema di accudimento della figura di riferimento rispondeva in modo contraddittorio: a volte con cura, a volte con minaccia, creando un collasso della circolarità ordinaria della comunicazione. Questo ha impedito al sistema relazionale di auto-organizzarsi in modo funzionale, generando pattern di attaccamento disorganizzati. Questi pattern si sono stabilizzati nel tempo e oggi si manifestano nelle relazioni adulte come oscillazioni imprevedibili tra ricerca e fuga.
Processo primario vs secondario
Processo Primario: La persona oscillante può identificarsi in modi contraddittori e mutevoli — a volte come "vittima", a volte come "forte", a volte come "amorevole", a volte come "indipendente". La narrativa è instabile e frammentata, riflettendo la mancanza di integrazione tra parti diverse della personalità. Il processo primario oscilla tra diverse identità.
Processo Secondario: Include aspetti profondamente negati come la rabbia distruttiva, il trauma non elaborato, il bisogno disperato di sicurezza, la paura della perdita di controllo, e la vergogna pervasiva. Il processo secondario è estremamente attivo e potente, erompendo frequentemente in comportamenti incoerenti e imprevedibili. È caratterizzato da dissociazione e frammentazione.
L'ombra dell'attaccamento oscillante
L'ombra delle persone oscillanti è particolarmente complessa e frammentata. Include aspetti estremi sia negativi (rabbia distruttiva, paura del controllo, trauma) che positivi repressi (capacità di fiducia, stabilità emotiva, amore sicuro). L'ombra contiene anche la capacità di essere veramente vulnerabili senza paura, che è stata compromessa dal trauma. La proiezione dell'ombra è intensa: vedono negli altri il male che temono, o l'ideale che non possono raggiungere. Quando integrata, questa ombra diventa capacità di gestire emozioni intense, fiducia graduale, e coerenza tra sentimenti e comportamenti.
Segnali del processo secondario
I segnali sono intensi e frequenti: cambi drastici di espressione facciale, tremori, dissociazione (sguardo vuoto), cambi di tono di voce estremi (da tenero a tagliente), comportamenti autolesionistici, oscillazioni rapide tra vicinanza e distanza. I doppi segnali sono costanti e estremi: dire "Ti amo" (verbale) mentre si comporta in modo aggressivo o distruttivo (non-verbale), o dire "Non ho bisogno di nessuno" mentre si cerca disperatamente vicinanza. La mancanza di coerenza tra verbale e non-verbale è caratteristica distintiva.
Profilo adulto
Visione di Sé: "Sono cattivo. Merito male. Sono sbagliato."
Visione degli Altri: "Voglio connettermi, ma non posso fidarmi. Mi farai male."
Caratteristiche principali
Conflitto interno intenso (voglio vicinanza E distanza, contemporaneamente)
Oscillazione push-pull imprevedibile
Bassa tolleranza per la regolazione emotiva
Paura intensa dell'abbandono E della confinamento
Comportamenti di autolesione o autosabotaggio
Difficoltà trust profonda
Spesso storia di relazioni abusive/traumatiche
Vergogna pervasiva
Comportamenti nelle relazioni
Cicli di idealizzazione e devaluazione del partner
Accuse improvvise di tradimento/cattiveria
Intimità seguita da ritiro drastico
Verbalmente amorevole, poi tagliente e critico
Possibile aggressività verbale/fisica quando minacciato
Autosabotaggio relazionale ("Prima mi abbandoni tu che soffrire")
Difficoltà nel mantenere relazioni stabili
Il pattern circolare oscillante (Double Bind Sistemico)
Momento di intimità
↓
Conflitto tra sistemi: sistema di attaccamento si attiva (vicinanza) + sistema difensivo si attiva (fuga) simultaneamente
↓
Conflitto interno: "Voglio stare vicino, ma avrò male" (double bind sistemico)
↓
Comportamento incoerente (affettuoso poi freddo) - riflette l'attivazione simultanea di sistemi incompatibili
Conferma della paura: "Vedi? È così che mi tradisce" (sistema agonistico si attiva)
↓
Rabbia, dispiacere, senso di vittima
↓
Il feedback loop paradossale ricomincia
Questo feedback loop è un circolo paradossale estremo (feedback positivo patologico) dove il processo primario frammentato oscilla tra identità contraddittorie, mentre il processo secondario erompe continuamente creando comportamenti incoerenti. L'ombra frammentata e non integrata viene proiettata intensamente, creando doppi segnali costanti e estremi che riflettono il doppio legame interno. Il partner riceve messaggi simultanei e contraddittori che rendono impossibile rispondere in modo coerente, creando un feedback loop che si auto-rinforza attraverso la conferma delle paure.
Le 3 convinzioni nascoste (IWM)
"L'amore è pericolo" → Confusione tra trauma e amore
"Non posso fidarmi, ma non posso neanche vivere senza fiducia" → Impotenza
"Merisco questo" → Accettazione del maltrattamento